Il dolore e la sofferenza sono condizioni clinicamente importanti che influenzano negativamente la qualità di vita dell’animale, tanto a breve quanto a lungo termine. Nel suo documento sul trattamento del dolore, il College americano degli anestesisti veterinari (ACVA) sostiene una filosofia che promuova la prevenzione e il controllo del dolore e della sofferenza animale come obiettivo terapeutico fondamentale e sostenibile.
Clinicamente, il mancato controllo del dolore non fornisce alcun beneficio all’animale, quindi il medico veterinario deve cercare di trattare il dolore nei suoi pazienti. La completa eliminazione del dolore in un singolo animale può non essere effettuabile o desiderabile. Piuttosto che cercare di eliminare qualsiasi dolore, le strategie terapeutiche dovrebbero essere finalizzate a migliorare la capacità dell’animale di sopportare il dolore, riducendone quindi la sofferenza.
Il trattamento del dolore può essere considerato efficace se il grado di algia non impedisce all’animale di svolgere attività relativamente normali quali mangiare, dormire, muoversi, pulirsi e interagire con altri membri della sua specie o con le persone a lui dedicate. Il documento riconosce inoltre che il trattamento del dolore può essere problematico in molti animali e non essere effettuabile in alcune circostanze. Tuttavia, deve essere posto in atto qualsiasi tentativo di prevenire o alleviare il dolore negli animali qualora non vi siano ragioni importanti per non effettuare un trattamento.
Il trattamento efficace del dolore negli animali è spesso un obiettivo complesso e difficile. Le diverse specie animali trattate in medicina veterinaria hanno reazioni differenti agli stimoli nocivi (es., traumi tissutali), manifestano una notevole varietà di segni clinici suggestivi, ma non patognomonici, di dolore e mostrano risposte disparate al trattamento. Anche all’interno di una singola specie, variano notevolmente la risposta individuale agli stimoli nocivi e le esigenze anestesiologiche. Inoltre, molte decisioni della medicina veterinaria sono influenzate da aspetti economici. L’ACVA incoraggia quindi i medici veterinari e i loro collaboratori ad accrescere le loro conoscenze e competenze nel riconoscimento e nel trattamento del dolore e ad applicare queste ultime al fine di superare i problemi insiti nel controllo efficace e sicuro dell’algia negli animali.
Definizione di dolore
Il dolore è stato definito come una sensazione ed esperienza emotiva spiacevole associata a un reale o potenziale danno tissutale oppure è stato descritto in base a tale danno. Il dolore è un fenomeno complesso che coinvolge componenti fisiopatologiche e psicologiche spesso difficili da riconoscere e interpretare negli animali. Il termine sofferenza è spesso utilizzato in associazione al dolore, e implica la sopportazione conscia del dolore o dello stress. La sofferenza può riferirsi a una varietà di stati soggettivi intensi e spiacevoli che possono avere origine fisica o psicologica. La nocicezione è la percezione, trasduzione e trasmissione di uno stimolo nocivo. Quando sono stimolati da insulti tissutali termici, meccanici e chimici, i nocicettori (terminazioni nervose libere) inviano impulsi al sistema nervoso centrale, che ne effettua l’interpretazione e la modulazione. Il dolore è una risposta sensitiva ed emotiva a uno stimolo nocivo, ed è peculiare di ciascun individuo. Un singolo animale può o meno provare dolore in risposta alla nocicezione.
La risposta individuale al dolore varia in base a molti fattori, tra cui età (gli animali giovani mostrano generalmente una minore tolleranza al dolore acuto ma sono meno sensibili allo stress emotivo e all’ansia associati all’anticipazione di una esperienza dolorosa), sesso, condizioni di salute (gli animali ammalati hanno una minore capacità di tollerare il dolore rispetto ai soggetti sani; gli animali gravemente debilitati provano ancora dolore ma possono non essere in grado di rispondergli), specie (i bovini sono tendenzialmente stoici mentre i gatti sono più eccitabili) e razza (razze canine da lavoro vs. razze toy).
Si ritiene generalmente che se una procedura è dolorosa per l’uomo deve esserlo anche per l’animale. Benché sia utile costruire dei paralleli tra uomo e animali, la gravità del dolore prodotto dalle diverse procedure non è sempre simile nei due casi. Poiché è molto difficile confrontare l’esperienza dolorosa degli animali e degli uomini, è preferibile somministrare empiricamente analgesici in via preventiva in qualsiasi caso in cui si ritenga che la procedura può essere dolorosa per l’animale.
Tipi di dolore
Il dolore acuto ha un’intensità variabile da lieve a grave, è generalmente di breve durata ed è indotto da un evento traumatico, chirurgico o patologico. Più intenso è il dolore e maggiore difficoltà avrà l’animale a sopportarlo. Il dolore acuto può durare giorni e settimane, in base al grado e all’estensione del trauma tissutale. Il dolore postoperatorio e il dolore traumatico sono i due tipi di dolore più frequentemente osservati e trattati dai medici veterinari. L’intensità del dolore acuto causato da un insulto tissutale è maggiore nelle prime 24-72 ore dopo l’insulto. Il dolore acuto spesso risponde positivamente ai farmaci analgesici. Il dolore cronico dura mesi o anni ed è un dolore che persiste oltre i tempi generalmente necessari per la guarigione di una lesione oppure è associato a un processo patologico cronico. Il dolore cronico è in genere più difficile da trattare rispetto a quello acuto e può richiedere indagini diagnostiche estese e approcci terapeutici multipli.
Importanza del dolore
È importante che l’animale provi dolore?
Il dolore può certamente avere un ruolo protettivo nel ridurre il danno tissutale. Attraverso il dolore gli animali imparano molte cose dal loro ambiente e il dolore acuto spesso è utile per modificare un comportamento e prevenire ulteriori danni tissutali. Tuttavia, il dolore può anche fungere da stimolo per un comportamento distruttivo. Le modificazioni metaboliche e funzionali caratteristiche della risposta di stress successiva a un trauma possono essere importanti per la sopravvivenza nei pazienti non trattati. In contrasto, gli stessi adattamenti possono essere dannosi in un paziente sottoposto a cure veterinarie. Il dolore non controllato può indurre sofferenza. Dolore e sofferenza sono associati a risposte fisiologiche e comportamenti maladattivi. Come precedentemente osservato, il mancato controllo del dolore in un animale sottoposto a cure veterinarie non comporta alcun beneficio.
La necessità di fornire un’analgesia adeguata agli animali può essere oggi più impellente che mai. Nel corso dell'ultimo decennio molti medici veterinari hanno adottato pratiche anestesiologiche che determinano un risveglio rapido dopo la chirurgia. Farmaci anestetici come propofolo, diazepam-ketamina e isofluorano consentono un rapido risveglio dall’anestesia. In mancanza di farmaci con proprietà analgesiche (oppioidi, a-2 agonisti, anestetici locali, farmaci antinfiammatori non steroidei), il risveglio rapido dall’anestesia è spesso associato a un dolore intenso causato dalla procedura chirurgica. Inoltre, l’accresciuta attenzione al monitoraggio intraoperatorio del paziente ha migliorato la sicurezza dell’anestesia, consentendo a molti veterinari di affrontare procedure molto più invase di quanto in precedenza possibile. Ma più una procedura è invasiva, maggiore è il danno tissutale indotto e superiore sarà il grado di dolore postoperatorio.
La prevenzione e il trattamento del dolore e della sofferenza sono oggi sempre più riconosciuti come una parte essenziale della gestione complessiva del paziente in medicina umana. Non deve quindi sorprendere che molti proprietari di animali si aspettino che i medici veterinari siano altrettanto in grado di riconoscere e trattare efficacemente il dolore e la sofferenza nei loro animali.
Riconoscere il dolore
Le risposte specie-specifiche e individuali al dolore sono piuttosto variabili ed è quindi essenziale che il personale veterinario che deve valutare la presenza di dolore in un animale comprenda completamente i comportamenti tipici specie-specifici e individuali. Un aspetto importante nel capire se un animale prova dolore o meno è la capacità di riconoscere gli scostamenti dalla norma del comportamento e dell’aspetto dell’animale. In questo senso, il proprietario dell’animale può essere in grado di riconoscere sottili comportamenti indicativi di dolore che passerebbero altrimenti inosservati. Qui di seguito sono elencati alcuni esempi di comportamenti indicativi di dolore, che non intendono tuttavia essere onnicomprensivi per tutte le specie.
Modificazioni del carattere o dell’atteggiamento. Un animale normalmente quieto e docile diviene improvvisamente aggressivo, oppure un soggetto aggressivo diventa più calmo. L’animale può cercare di mordere, soprattutto quando viene palpata un’area dolente. Un soggetto può sembrare non responsivo o introverso.
Vocalizzazioni anomale, soprattutto alla palpazione di un’area dolente o quando l’animale viene forzato a muoversi. Per esempio, il cane può guaire o lamentarsi, il gatto soffia o ringhia, un suino può grugnire e strillare eccessivamente, i primati possono grugnire o urlare, i ratti possono squittire con un’intensità insolita, i topi possono vociare. Le vocalizzazioni sono tendenzialmente indicatori poco sensibili e non specifici di dolore e non dovrebbero essere considerate l’unico criterio per determinare se un soggetto necessita di un trattamento del dolore.
Leccamento, mordicchiamento, grattamento o scuotimento di una parte dolente. Questi comportamenti, se eccessivi, possono portare ad automutilazione.
Alterazioni dell'aspetto del mantello. Il pelo arruffato, l’aspetto untuoso indicativo di una mancata pulizia del mantello e la piloerezione possono suggerire la presenza di dolore.
Alterazioni della postura o della deambulazione. Zoppia o trascinamento di un arto dolente. La tensione dei muscoli addominali e dorsali che produce un addome levrettato è evidente soprattutto in cani, gatti e roditori.
Modificazioni dell'attività. L'animale può essere irrequieto e camminare avanti e indietro oppure alzarsi e sdraiarsi ripetutamente. Oppure, al contrario, un soggetto può restare in decubito ed essere letargico o riluttante al movimento, in difesa della parte dolente.
Modificazione dell'appetito, soprattutto nel senso di un ridotto consumo di cibo e acqua che induce dimagrimento e disidratazione.
Modificazioni dell'espressione facciale. Gli occhi possono divenire opachi e le pupille dilatate. Le orecchie possono essere portate indietro e possono essere evidenti smorfie e un aspetto sonnolento e o fotofobico.
Sudorazione o salivazione eccessive. I cavalli spesso sudano in risposta al dolore, al contrario dei bovini. I roditori sottoposti a stress spesso presentano una salivazione profusa.
Scolo oculonasale. Spesso, i ratti sottoposti a stress eliminano pigmento porfirinico con le lacrime e sembrano sanguinare dagli occhi e dal naso.
Il digrignamento dei denti si può percepire in conigli, bovini, pecore e capre che presentano dolore.
Modificazioni della peristalsi intestinale o della minzione, come diarrea con imbrattamento del perineo, disuria e tenesmo.
Altri parametri che possono indicare la presenza di dolore sono l’aumento della frequenza cardiaca, della frequenza respiratoria e della temperatura corporea. Può essere utile determinare la concentrazione ematica di glucosio, corticosteroidi e catecolamine.
Per valutare più accuratamente il grado di dolore che potrà seguire il risveglio dalla procedura chirurgica, è utile avere una certa conoscenza della procedura stessa. La chirurgia oculare e delle strutture periorbitali è dolorosa per la maggior parte degli animali, così come gli interventi chirurgici su orecchie, naso e denti. Durante il risveglio, l'animale può scuotere eccessivamente la testa e sfregarsi o toccare con le zampe la parte dolente o vocalizzare. Le procedure ortopediche sono generalmente dolorose a causa dei traumi indotti su ampie masse muscolari. L'amputazione, soprattutto se prossimale, e la toracotomia inducono forte dolore. La chirurgia delle vertebre cervicali è generalmente più dolorosa di quella delle vertebre toraciche o lombari. Le procedure perirettali sono solitamente dolorose e l'animale può sfregare e strisciare il perineo in risposta al dolore. Il dolore addominale può essere di difficile identificazione; l'animale può inarcare il dorso e assottigliare l’addome. I cavalli possono leccarsi l'addome oppure rotolarsi sulla schiena.
La diagnosi di dolore in medicina veterinaria viene raramente effettuata sulla base di un'unica osservazione o un unico valore di laboratorio. Al contrario, ha una natura soggettiva e dipende da una combinazione di una buona capacità di esame, familiarità con specie, razza e comportamento individuale, conoscenza del grado di dolore associato a una particolare procedura chirurgica o malattia e riconoscimento dei segni di disagio e dolore. Indipendentemente dei segni clinici mostrati, se si sospetta che l'animale possa provare dolore, è indicato un tentativo terapeutico con analgesici.
Trattamento del dolore
Il trattamento del dolore deve essere pianificato singolarmente per ciascun soggetto e dovrebbe basarsi, in parte, sulla specie, la razza, l'età, la procedura effettuata e il grado di trauma tissutale, le caratteristiche comportamentali individuali, il grado di dolore, le condizioni di salute e la disponibilità di farmaci e tecniche. La scelta del farmaco analgesico più appropriato o della tecnica analgesica più indicata richiede che il veterinario emetta un giudizio professionale sul farmaco o la tecnica che meglio soddisfano le necessità cliniche ed etiche per il singolo animale.
L'approccio terapeutico complessivo può basarsi su una combinazione di modalità farmacologiche e non farmacologiche. L'approccio farmacologico coinvolge l'utilizzo di farmaci dalle conosciute proprietà analgesiche, come oppioidi, a-2 agonisti, anestetici locali e farmaci antinfiammatori non steroidei. I farmaci con proprietà sedative (es., acepromazina maleato) generalmente non possiedono proprietà analgesiche, ma possono essere utili per ridurre l'ansia e favorire l'efficacia degli analgesici contemporaneamente somministrati. Non ci si dovrebbe affidare esclusivamente a sedativi e tranquillizzanti come unica fonte di analgesia. L’agente specifico da somministrare, la sua dose, via di somministrazione e frequenza devono essere adattati al singolo individuo. È noto che la dose di analgesico necessaria per controllare il dolore varia notevolmente da un soggetto all'altro e che anche la durata d'azione del farmaco presenta notevoli differenze. Conseguentemente, è importante monitorare gli effetti della terapia con attenzione e modificare la dose e la frequenza di somministrazione in base alle necessità dell'animale.
La somministrazione di un farmaco analgesico prima dell'insorgenza del dolore (analgesia preventiva) può consentire un miglior controllo dell’algia durante il periodo postoperatorio. Benché tutti gli analgesici, tranquillizzanti e anestetici locali possiedano alcune proprietà non desiderabili, le reazioni avverse e deleterie possono essere ridotte scegliendo un farmaco e una dose appropriati per il singolo individuo. La somministrazione di una combinazione di farmaci analgesici di diverse classi farmacologiche (analgesia multimodale) può migliorare notevolmente l'effetto analgesico, consentendo una riduzione dei dosaggi e degli effetti avversi.
L'approccio non farmacologico al controllo del dolore negli animali si basa sulle buone pratiche di allevamento, il supporto nutrizionale, l'agopuntura e l'interazione con i proprietari (animali d'affezione). L'animale dovrebbe essere tenuto in una zona pulita e ben ventilata e sottoposto al minor stress possibile. Occorre controllare che siano soddisfatti i fabbisogni nutrizionali. Negli animali d'affezione, l'interazione con le persone che si prendono cura di loro può ridurre lo stress e favorire una migliore sopportazione del dolore. Le malattie o le lesioni concomitanti devono essere trattate in accordo con le buone pratiche veterinarie.
American College of Veterinary Anesthesiologists' position paper on the treatment of pain in animals
Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
mg.monzeglio@evsrl.it
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