L'approccio clinico a un volatile con sospetta influenza aviare, gli esami diagnostici indicati e le scelte terapeutiche: il parere di Lorenzo Crosta, Presidente SIVAE e riconosciuto esperto di malattie dei volatili.
vet.journal: Dottor Crosta, per il veterinario aviare italiano, in quale specie di volatili è più facile osservare l'influenza aviare?
Lorenzo Crosta: Premesso che è molto improbabile, certamente gli anseriformi ed i galliformi sono i candidati. Sia perché sono sensibili, sia perché vengono tenuti all'aperto.
vet.journal: Qual è il quadro clinico caratteristico della malattia a bassa e alta patogenicità?
Lorenzo Crosta: L'infezione con l'Orthomyxovirus A, causa dell'Influenza aviare, può essere completamente asintomatica. I sintomi clinici, quando appaiono, vanno da segni respiratori molto variabili a depressione, diarrea, edema del collo e della testa. Nei casi gravi si possono avere sintomi emorragici ed anche morte iperacuta. Molto dipende dal ceppo virale e dalla specie colpita: per esempio in alcuni casi si può notare solo un calo di produzione delle uova.
vet.journal: Le sono capitati casi di influenza aviare da virus H5N1 ad alta patogenicità?
Lorenzo Crosta: Per fortuna no, neanche sospetti.
vet.journal: Qual è l'iter diagnostico corretto? Quali sono e come si allestiscono i campioni biologici da fornire; dove devono essere inviati?
Lorenzo Crosta: Per entrambe le domande, il consiglio è quello di rivolgersi sempre ai colleghi dello Zooprofilattico di zona, che provvederanno alla raccolta dei campioni adatti.
vet.journal: Un cenno su terapia e profilassi.
Lorenzo Crosta: Come tutte le malattie virali, si potrebbe effettuare una terapia di sostegno (fluidi, antibiotici, antivirali, per esempio amantadina cloridrato, ecc.). Ma è il caso di chiedersi se ne valga veramente la pena. Una volta accertata la diagnosi si dovrebbe sempre fare un bell'esame di coscienza e decidere il cammino da seguire in base a: ceppo virale isolato, valore economico-affettivo-biologico del soggetto, possibiltà di trasmissione della malattia.
vet.journal: Un suo parere sulle attuali epizoozie di influenza aviare ad alta patogenicità originate in Asia e sull'ipotesi pandemia.
Lorenzo Crosta: Credo che un certo grado di allerta sia dovuto: in fondo parliamo di zoonosi. Ma l'allarmismo generato dai media è veramente esagerato, oltre che irresponsabile: hanno quasi distrutto l'avicoltura industriale, un compartimento economico che era il fiore all'occhiello dell'economia agricola italiana. Vorrei ricodare che staimo parlando di circa 70 morti nell'arco di alcuni anni, mentre l'influenza "normale", quella che prendiamo tutti gli anni, uccide nel mondo circa 500.000 persone ogni anno... forse c'è stata un po' di sproporzione nel modo di dare la notizia.
Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
mg.monzeglio@evsrl.it
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