Dagli Stati Uniti giunge un'allerta circa la comparsa di un nuovo patogeno virale emergente, responsabile della prima forma di influenza canina.
Il Department of Agriculture and Consumer Services della Florida ha infatti emesso un comunicato in cui si allerta il pubblico circa la diffusione tra i cani di una nuova patologia respiratoria che mima i sintomi della tracheobronchite infettiva, o tosse dei canili, ma che è caratterizzata da maggiore gravità e necessita di un pronto intervento veterinario.
L'influenza canina è causata dal virus H3N8 recentemente identificato dal College of Veterinary Medicine dell'Università della Florida, dopo che aveva causato alcune gravi epidemie di patologia respiratoria negli anni scorsi tra i Levrieri da corsa in Florida e altri stati americani.
Ora il virus, altamente contagioso, inizia a interessare i canili, le pensioni, i negozi di animali e le cliniche veterinarie in varie zone della Florida. Si teme inoltre che la malattia possa avere un'impennata con lo spostamento dei rifugiati dell'uragano Katrina, accompagnati dai loro cani, in questo stato.
In Florida sono quindi stati allertati i veterinari e i proprietari di cani affinché riconoscano prontamente eventuali segni di influenza canina, caratterizzati (come la tracheobronchite) da tosse, scolo nasale e in alcuni casi febbre e irrequietezza.
La maggior parte dei cani colpiti è interessata dalla forma considerata più lieve di influenza canina, ma alcuni sviluppano invece una forma acuta con segni clinici di polmonite. In quest'ultimo gruppo, il tasso di mortalità è compreso tra l'1 e il 10%.
Il virus non è correlato ai comuni agenti dell'influenza umana o al virus H5N1 dell'influenza aviare. Non sono stati segnalati casi di infezione umana: "Il rischio è basso, ma stiamo tenendo la situazione sotto osservazione" ha dichiarato Ruben Donis, capo del servizio di genetica molecolare della sezione influenza dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, USA.
Lo stato delle conoscenze sulla malattia è stato presentato dai ricercatori dell'Università della Florida, autori dell'isolamento del virus, con un poster durante l'ACVIM Forum 2005 (Baltimora, 4 giugno 2005).
Negli ultimi anni, spiega il Poster, in numerosi canili di Levrieri da corsa degli Stati Uniti si sono verificate epidemie ricorrenti di una grave malattia respiratoria caratterizzata da tosse e febbre.
Ne gennaio 2004 un episodio tipico copiva 22 Levieri da corsa a Jacksonville, in Florida. La maggior parte di questi cani presentava febbre e tosse, ma otto morivano per polmonite emorragica. Nel giugno 2004 un'epidemia simile si verificava in migliaia di Levrieri da corsa in sei diversi stati.
Non vi sono segnalazioni che documentino la causa di queste forme respiratorie acute osservate nei Levieri da corsa.
Uno studio condotto dalla University of Florida, dalla Cornell University (NY) e dai Centers for Disease Control and Prevention (Atlanta) ha indagato l'agente eziologico delle epidemie di gennaio e giugno 2004.
Sono stati prlevati tamponi nasali e campioni di siero di fase acuta e convalescente da cani con segni clinici e cani asintomatici in contatto con i cani malati. Sono stati effettuati la coltura batterica sui temponi nasali e i test di neutralizzazione ed emoagglutinazione virale sul siero. Sui cani morti durante l'epidemia è stato effettuato l'esame necroscopico. Su tessuto respiratorio sono stati effettuati la coltura batterica, studi di isolamento virale e l'esame immunoistochimico per la ricerca di antigeni virali.
Nessuno dei comuni patogeni respiratori del cane, tra cui Bordetella bronchiseptica, il virus del cimurro, l'adenovirus tipo 2 e il parainfluenza virus, è stato identificato quale agente patogeno.
Gli aspetti patologici includevano: 1) grave emorragia polmonare e pleurica, 2) tracheite, bronchite e bronchiolite da erosiva a iperplastica acuta o subacuta e 3) broncopolmonite. L'epitelio e il lume delle vie respiratorie erano infiltrati da neutrofili e macrofagi.
E' stato isolato il virus influenzale A sottotipo H3N8 dai polmoni di un cane morto in Florida in gennaio e da un cane morto in Texas in giugno. Il virus influenzale H3N8 è stato inoltre isolato da tessuto polmonare di un Levriero morto durante un'epidemia di malattia respiratoria in Florida nel 2003.
L'analisi della sequenza genetica e il confronto filogenetico hanno rivelato che tutti e tre gli isolati canini erano strettamente correlati ed erano evoluti da ceppi contemporanei di virus H3N8 dell'influenza equina.
L'immunoistochimica ha dimostrato la presenza degli antigeni influenzali nelle cellule epiteliali delle ghiandole bronchiali, nelle cellule epiteliali bronchiali e bronchiolari e nei macrofagi alveolari.
La sieroconversione per il virus dell'influenza canina è stata dimostrata con il test di inibizione dell'emoagglutinazione e con la microneutralizzazione.
Sulla base dell'isolamento del virus dai polmoni, della presenza degli antigeni virali nel tessuto polmonare e dei dati di sieroconversione, gli autori concludono che il nuovo virus influenzale canino è l'agente eziologico responsabile delle epidemie di patologia respiratoria dei Levrieri da corsa verificatesi in gennaio e giugno 2004.
Si tratta della prima segnalazione di malattia respiratoria causata da un virus influenzale nel cane.
"Influenza Virus Infection in Racing Greyhounds" Cynda Crawford; Paul Gibbs; William Castleman; Richard Hill; Ed Dubovi; Ruben Donis; Iain Stephenson; Cathy Smith; Jackie Kat. Poster presentato all'ACVIM Forum 2005 (Baltimora, 1-4 giugno).
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Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
mg.monzeglio@evsrl.it
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