Nel corso del primo Seminario SIVAE 2005 (Cremona, 19 e 20 marzo) Massimo D'acierno, libero professionista di Milano, ha parlato di encefalitozoonosi, malattia del coniglio ancora non sufficientemente conosciuta.
L’encefalitozoonosi è una patologia probabilmente sottodiagnosticata nel coniglio a causa del decorso spesso subclinico, della difficoltà nel porre una diagnosi di certezza in vita e dell’elevata sieroprevalenza riscontrata.
L’infezione ha luogo tramite l’ingestione di cibo contaminato con urine o feci contenenti spore; probabile ma ancora dibattuta è la via transplacentare.
Le manifestazioni cliniche sono neurologiche (45-56% dei sieropositivi): modificazioni comportamentali, paralisi motorie, testa ruotata, nistagmo, atassia locomotoria, rotolamento, convulsioni; renali (28-31% dei sieropositivi): insufficienza renale e incontinenza urinaria, quest’ultima probabilmente correlabile a disfunzioni neurologiche concomitanti; oftalmologiche (10-13% dei sieropositivi): cataratta, uveite facoclastica e ipopion, quasi sempre monolaterali.
La diagnosi presuntiva è posta sulla base dei segni clinici di patologia neurologica insieme alla dimostrazione di alti livelli anticorpali o di spore nei tessuti colpiti. La diagnosi definitiva solitamente richiede un esame istopatologico, anche se numerosi Autori hanno rilevato un’alta corrispondenza tra sieropositività e sintomatologia neurologica riferibile ad encefalitozoonosi e tra sieropositività, danni renali e presenza del parassita in numerosi organi.
Una terapia specifica e costituitqa dall’uso di disinfettanti che riducono la disseminazione ambientale di spore. I farmaci attivi contro Encephalitozoon cuniculi (albendazolo, fenbendazolo, oxbendazolo) possono eliminare il parassita ma non le lesioni da esso causate (ad es. esiti di meningoencefalite e di nefrite interstiziale granulomatose); questo aspetto, legato al potenziale zoonosico di E. cuniculi, sottolinea l’importanza di uno screening sierologico sia nei conigli sintomatici che in quelli asintomatici.
In caso di sieropositività, visti gli scarsi o nulli effetti indesiderati dei farmaci impiegati, è sempre opportuno impostare una terapia specifica, accanto alla quale va instaurata quella sintomatica. Ad esempio, l’uso dei corticosteroidi in corso di forme neurologiche, appare particolarmente importante come nel caso di altre patologie infiammatorie acute a carico del sistema nervoso centrale.
In considerazione dell’irreversibilità dei danni causati dalla flogosi dovuta alla rottura delle cellule parassitate, tale terapia antinfiammatoria deve essere attuata il più precocemente possibile.
Si ringrazia il Dott. Massimo D'Acierno per i dati foniti.
Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
mg.monzeglio@evsrl.it
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